Intolleranze alimentari

E' importante non sottovalutare i campanelli d'allarme che il corpo invia sottoforma di disturbi gastrointestinali (cavità orale gonfia, prurito orale, diarrea,stipsi, nausea, vomito, dolori addominali, reflusso gastroesofageo, pancia gonfia dopo i pasti), cutanei (orticaria, dermatite atopica, dermatite da contatto, dermatite herpetiforme, gonfiori intorno agli occhi), respiratori (rinocongiuntivite, asma, mancanza di respiro). Spesso ci si concentra sulla risoluzione dei sintomi senza ricercare la vera causa scatenante che nella mggior parte dei casi è di origine alimentare. Parlarne soprattutto con un nutrizionista è essenziale perchè si può intraprende una sorta di indagine dietetica che riesce ad individuare possibili allergie o intolleranze alimentari.

Gli allergeni principalmente coinvolti sono il latte, l'uovo, le arachidi, le noci, il pesce, il glutine, il lievito di birra.

Il primo step è sicuramente progettare una dieta ad esclusione in base ai sintomi riportati dal paziente. La dieta deve essere seguita per 4/6 settimane sotto stretta sorveglianza del nutrizionista. Subito dopo si analizza l'eventuale comparsa o meno dei disturbi e si procede eventualmente all'esclusione di un altro tipo di alimento. Se il piano alimentare risulta insoddisfacente si procede con i test prick, patch oppure l'esame del sangue, quindi dal referto si elimina definitivamente l'alimento incriminato. Il pano alimentare per esclusione è sicuramente un metodo efficace.

Un tipo di intolleranza in aumento in questi ultimi anni è quella verso il glutine.

Il numero delle persone che devono seguire una dieta senza glutine è in rapido aumento e pare essere circa il 10% della popolazione.

Si può parlare quindi di celiachia, di allergia al glutine e di sensibilità al glutine.

La celiachia è una malattia autoimmune che colpisce sia in età pediatrica che adulta e si stima colpire l’% della popolazione. E’ una intolleranza permanente al glutine del sistema immunitario. Nei soggetti geneticamente predisposti, l'assunzione di alimenti contenenti glutine o tracce di glutine induce una reazione immunitaria anomala dell'intestino tenue. Ne consegue un'infiammazione cronica dell'intestino, che ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali. Nell’individuo celiaco, i villi regrediscono e la mucosa intestinale è danneggiata in misura proporzionale alla gravità dell’infiammazione, per cui l’intera superficie d’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce o scompare completamente, provocando scompensi e malnutrizione. 

L’allergia la glutine è una forma di intolleranza  più rara rispetto alla celiachia e si manifesta con disturbi intestinali e respiratori.

La sensibilità al glutine è stata inquadrata come patologia solo di recente e può causare disturbi variabili come colon irritabile, cefalea, stanchezza cronica, confusione mentale. Pare che la sensibilità al glutine sia più frequente della celiachia.

La dieta mediterranea, opportunamente bilanciata e associata, è la miglior fonte naturale alimentare per una persona che presenta una reazione avversa al glutine inquadrabile con uno dei tre quadri patologici.

Riso, mais, grano saraceno, legumi, pesce, carne, uova, latte, formaggi, frutta e verdura sono ottimi ingredienti per arricchire i piatti con ricette buone e fantasiose.

Per quanto riguarda i carboidrati è necessario ovviamente sostituire quelli vietati con quelli concessi e imparare a gustare nuovi sapori, senza rinunciare alla fonte energetica basilare dell’alimentazione giornaliera.

Quindi non è strettamente necessario ricorrere ad alimenti industriali privi di glutine ma è consigliato intraprendere la via dell’alimentazione naturale senza glutine, attentamente studiata insieme al nutrizionista.

In tutti e tre i quadri patologici, la cura dietetica elimina gli affetti fisici di malessere e nel caso specifico della celiachia la scomparsa degli anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio nel sangue.

Intolleranze alimentari - Alimentazione
 

Alimentazione

Nel corso della nostra storia evolutiva il metabolismo umano è stato progressivamente modellato dall’interazione con l’ambiente e dalla varietà degli alimenti che hanno fornito il nutrimento necessario alla vita: l’organismo umano si è evoluto insieme al cibo. Il lungo percorso evolutivo si è dovuto però scontrare con il repentino cambiamento alimentare che ha trovato il corpo umano impreparato a sopportare un quantitativo di grassi, zuccheri e proteine quattro volte superiore a quello precedentemente accettato.

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Rimedi naturali

Il biologo nutrizionista può suggerire o consigliare integratori alimentari come valido supporto a una dieta sana ed equilibrata. E' importante che gli integratori siano sempre prescritti da un nutrizionista laureato e qualificato, dopo attenta analisi dell'eventuale terapia farmacologica assunta dal paziente e prescritta dal medico specialista.

 
 
 
Contatti

Centro Salute Alimentare - Via Vittorio Veneto n.19, Caluso - Tel. 3388065028 centrosalutealimentare@gmail.com Skype: Sabrina Balegno

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